Tag: ADHD

  • ADHD ED EMOZIONI. La tecnica dell’ABC

    Emozionidi Marco Stefanelli

    Nell’articolo precedente “ADHD ed emozioni. Come aiutare i bambini a regolarle?ho evidenziato le difficoltà del bambino con ADHD a gestire le proprie emozioni ed ho suggerito l’educazione razionale emotiva come metodo per aiutarlo a sviluppare le abilità di autoregolazione emotiva. … LEGGI TUTTO

  • ADHD ed emozioni. Come aiutare i bambini a regolarle?

    di Marco Stefanelli

    La capacità di autoregolarsi dei bambini con ADHD è notoriamente poco sviluppata e non interessa solo l’attenzione e i comportamenti ma anche le proprie emozioni. 

    Se sei un genitore pensa alle crisi di collera che tuo figlio può avere di fronte alla frustrazione di un rifiuto da parte tua o di un compagno di scuola. La rabbia che prova in queste situazioni ha di solito un’intensità molto elevata e di conseguenza tende a comportarsi in modo distruttivo e poco funzionale … LEGGI TUTTO

  • ADHD. Come allenare l’autocontrollo

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    di Anna La Prova

    Uno dei problemi principali dei bambini che fanno fatica ad autoregolarsi, sta nella difficoltà a prevedere
 ciò che succedera’, ossia di immaginarsi in anticipo
ciò che può avvenire dopo che hanno fatto o detto qualcosa.

    Ebbene l’autoregolazione si può allenare, se il bambino viene 
aiutato a prevedere ciò che accadrà, in modo da abituarlo 
a riflettere prima di agire.

    Un modo per aiutarlo a prevedere è di creare una routine,
 
ossia di organizzare la sua giornata in modo che ci sia una certa 
regolarità, questo lo aiuterà a prevedere
e a non fare richieste “fuori luogo”.

    Oltre a questo è importante che tu lo aiuti a riflettere su di sè
 e su ciò che sta per fare o che ha appena fatto,  
in modo che “alleni” il suo pensiero 
a prevedere e anticipare le conseguenze delle azioni. 


Ti faccio un esempio: prima di iniziare un compito o un’attività
di gioco potresti chiedergli “Marco,
 secondo te questo gioco/compito che stai per fare,
 sarà facile o difficile? Cosa secondo te può essere facile,
cosa difficile?” .

    Durante il compito stesso puoi chiedergli “Come sta andando? 
quali sono le difficoltà?” e alla fine “Come è andata? 
Secondo te cosa è andato bene e cosa male? 
Cosa puoi fare la prossima volta per migliorare, secondo te?”




.

    Se il bambino è piccolo puoi cominciare con qualche
 domanda molto semplice del tipo “Ti è piaciuto?”
 “E’ stato facile? come mai secondo te?” , 
se il bambino è più grande puoi approfondire le domande.

    Questo è un lavoro che favorisce quella che in psicologia
si chiama Metacognizione, ossia la capacità di riflettere su stessi 
che ci aiuta ad autoregolarci e a migliorare.

    Provaci e poi fammi sapere come è andata : )

  • ADHD e PDP, finalmente la Direttiva MIUR che stavamo aspettando!

    di Anna La Prova

    Il Ministro dell’Istruzione Profumo, ha finalmente dato una risposta alla lettera dell’AIFA (Associazione Italiana Famiglie ADHD), in cui veniva chiesto di regolamentare in maniera più specifica, il caso dei bambini con diagnosi di ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), ma che non hanno una comorbidità con altri tipi di disturbi/patologie.

    Tali bambini, infatti, non potendo usufruire delle direttive della legge 104/92, in quanto non rientrano nella categoria delle diverse abilità, restavano in una sorta di limbo indefinitivo, in termini di progettazione didattica, eventuali strategie dispensative  e strumenti compensativi.

    Mentre per i bambini con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), grazie alla legge 170/2010, sono state chiarite le modalità di insegnamento da adottare, e il percorso per redigere un apposito piano didattico personalizzato, per i bambini con ADHD, invece, non c’era sinora nessuna  direttiva utile che desse indicazioni chiare sia sulla progettazione didattica che sulla gestione dei problemi comportamentali.

    La direttiva del MIUR del 27 dicembre 2012,finalmente dà una risposta in tal senso, chiarendo come i bambini con ADHD, allo stesso modo dei bambini con DSA, hanno diritto a misure dispensative e compensative, così come ad un Piano Didattico Personalizzato.

    Questo significa entrare in un’ottica totalmente diversa, significa dare a questi bambini, la possibilità di essere “incontrati” nei loro bisogni e nelle loro difficoltà, ma anche agli insegnanti di sapere come muoversi.

    Naturalmente adesso il prossimo step sarà dare agli insegnanti il sostegno tale per rispondere in modo adeguato alla direttiva del Ministero, in modo che possano realmente assicurare anche ai bambini con ADHD ambienti di apprendimento efficaci e adeguati alla loro situazione.

     

    Risorse utili

    Video-Corso “ADHD. Tutto ciò che devi sapere, fare, evitare”

    Video-Corso “ADHD in adolescenza. Tutto ciò che devi sapere, fare, evitare”